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Capire la musica
Didattica degli elementi musicali

Fabrizio Fiordiponti

Come arrivare gradualmente all’introduzione del pentagramma e delle note musicali partendo dagli elementi primi concettuali che sono a fondamento del linguaggio musicale

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No part of this publication may be reproduced or translated in any manner without the written permission of the publisher. All right reserved. Printed in Italy.

© Copyright 2001

Ora i diritti d'autore sono nuovamente in possesso dell'autore
© Fabrizio Fiordiponti



PREFAZIONE

La funzione formativa della musica ha oscillato tra un’impostazione professionale molto rigorosa e quindi chiusa e riservata ad un’élite di musicisti e di intenditori, ed una dal profilo ludico, ricreativo, d’intrattenimento leggero, destinata alle masse popolari.

Il nodo ideologico ed epistemologico non si è mai sciolto del tutto, pertanto, nella storia della scuola pubblica, l’insegnamento della musica ha subìto alterne vicende, quelle che di volta in volta legislatori o gente di scuola e di cultura elaborava e proponeva.  L’attenzione si spostava a seconda di dove l’ago del giudizio e del pregiudizio segnava tempo sereno o burrasca.  Oggi si è in molti a convergere sull’idea che la musica ha una sua identità educativa e che non è affatto marginale o inutile il suo insegnamento nella costellazione degli apporti disciplinari, come elementi formatori della personalità.

La completezza dello sviluppo di un soggetto si raggiunge anche con il contributo cognitivo della musica e la sua funzione educativa si raffina e si qualifica ulteriormente, perché fa leva sulle emozioni e sui sentimenti, ma si basa sulla crescita cognitiva ed intellettuale del soggetto che entra nella scuola e lentamente acquisisce consapevolezza di sé e maturità.

La psicologia cognitiva sottolinea l’utilità e la priorità dell’insegnamento musicale in quanto attivatore, attraverso l’ascolto, di abilità trasversali: logiche, matematiche, linguistiche, fisiche e ambientali. Queste considerazioni hanno fornito alla didattica elementi di riflessione sulle procedure di accesso all’apprendimento musicale tali da mutare sguardo e punto di vista sulla musica, per non riprodurre più la sterile diarchia tra musica colta, alta e difficile, e musica popolare, accessibile alle masse nella loro ottusa, irriflessa ubriacatura di suoni e rumori.

La scolarizzazione di massa, per tanti versi ancora non compiutamente realizzata, permette l’accesso alla cultura per tutti.  Dobbiamo ancora rispondere, attraverso lo sviluppo e il rafforzamento dello strumento mentale, al bisogno di discernere per poter scegliere consapevolmente e gestire meglio la nostra quotidianità.  La musica, l’educazione all’ascolto e alla decodifica del linguaggio musicale, fa nella discriminazione del suono, della scelta delle dosi sonore, l’ossatura della sua epistemologia ed incredibilmente corrisponde bene alle necessità emotivo-cognitive dell’essere vivente, storicamente e spazialmente determinato.

Ancora.  La sua metodologia si radica nell’esercizio costante, breviario di educazione al senso della disciplina, all’esercizio della pazienza, al senso del limite in un contesto che fa della presenza degli altri, la possibilità di un’orchestrazione di voci e di suoni, la possibilità di una polifonia che ha cura amorosa del dettaglio, che rende armoniosi i suoni, l’equivalente dell’armonia delle relazioni umane, dello scambio reciproco, del rispetto, dell’attesa, della valorizzazione della voce dell’altro.

La musica concorre alla formazione del carattere morale ed è il punto di confluenza e di saldatura di tutte le componenti, di tutte le capacità di un soggetto in formazione.

La metacognizione e la pedagogia delle emozioni sostengono che emozioni e sentimenti poggiano su una base di conoscenza, e che l’organismo vivente vive per imparare ed impara per vivere.  La stessa teoria di estetica musicale non prescinde mai dalla vera conoscenza per ammettere l’esistenza del puro godimento estetico.

Di questo stesso avviso sembra essere Fabrizio Fiordiponti, che ci consegna questo suo lavoro con l’obiettivo dichiarato di introdurci alla scrittura musicale attraverso i “concetti primi”.  Dunque una dichiarazione di posizione teorica ed epistemologica: la musica non è solo vaghezza, moto dell’anima, spontaneità, improvvisazione ma è anche conoscenza, una conoscenza anche alta e tecnica alla quale si giunge gradualmente ma con semplicità e alla quale non si rinuncia per non essere accusati di cerebralismo o di erudizione.  Lo sforzo del conoscere nel più vasto orizzonte sul quale si incontrano i saperi è la costante che verifica il grado di maturità e di consapevolezza di un soggetto in formazione.

Sembra di adombrare nelle linee teoriche tracciate da Fiordiponti la metodologia didattica montessoriana che negli anni dieci del Novecento ribadiva per i bambini dai tre anni in poi, la gradualità e la naturalezza dell’esercizio musicale ludico, che  portasse pian piano alla discriminazione sonora, che potenziasse la capacità di ascolto e insieme di attenzione, concentrazione e memoria.

Questo lavoro si rivolge agli insegnanti, ai “bravi insegnanti” che devono comunicare – dice l’Autore – innanzi tutto entusiasmo e motivazione, poi passione per la musica ma anche conoscenza.  Ogni emozione che non lasci un deposito di conoscenza è inutile, ogni conoscenza che non emozioni è vuota.

La musica non è solo suono, note, melodia, scrittura, è funzione più complessa perché investe interamente il soggetto, la sua capacità di sentire, percepire, ascoltare, amare, comprendere, accogliere, appartenere, trasformare e trasformarsi in contesti collettivi storici, culturali, antropologi diversi.

 

La scansione in tre parti offre, nella sua essenzialità e nel suo rigore tecnico, l’architettura della musica, nella struttura matematica, fisica e linguistica.  Prevediamo il successo – che merita – di questo testo, per la scelta di organizzare il materiale della sua argomentazione, secondo la modalità di rappresentazione di una lezione tipo, durante la quale i preziosi suggerimenti didattici si intrecciano alle probabili difficoltà di comprensione degli allievi e si articolano in ulteriori approfondimenti tematici, schemi e frequenti rimandi.

 

Tutto ciò sarà molto utile per gli insegnanti sempre preoccupati del come fare ?, che potranno utilizzare le tracce segnalate per una messa in prova o per un confronto metodologico.

Il presente lavoro raccoglie l’esperienza didattica dell’Autore e la condensa in nuclei tematici rivelando uno sguardo attento alla psicologia dell’età evolutiva, alla sua dinamica, ai suoi possibili blocchi, alle incertezze.  Corrobora sapientemente l’itinerario didattico proposto, l’accento posto sui rapporti tra musica e società, insegnamento e apprendimento musicale, scuola e problematiche infantili, adolescenziali e giovanili.  La memoria come sede di riflessione ed esperienza è la stessa che l’Autore ci invita ad impegnare nella didattica dei concetti, gradino importante da salire per la nostra formazione.
Dinamica ed energia sono elementi della musica ma impregnano di sé  anche la vita.  Non è banale e decadente sentimentalismo ribadire che la musica è vita.

Prof.ssa Annamaria SANTO
Associato di Didattica Generale
alla Facoltà di Scienze di formazione
dell'Università di Lecce


Lecce, 12 maggio 2001

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