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Venerdì 05 Marzo 2010 08:23

Siamo tutti un po’ stonati…

WRITTEN_BY_MALE Fabrizio
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“Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza particolare, infatti esse sono tutte connesse tra loro e dipendenti l'una dall'altra. Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della ragione, non per risolvere questa o quella difficoltà di scuola, ma perché in ogni circostanza della vita l'intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere; e ben presto ci si meraviglierà di aver fatto progressi di gran lunga maggiori di coloro che si interessano alle cose particolari e di aver ottenuto non soltanto le stesse cose da altri desiderate, ma anche più profonde di quanto essi stessi possano attendersi…”

(Cartesio, Discorso sul metodo – anno 1637)

 

Musica…

Bellissima la musica…

La cosa più evanescente e misteriosa…paragonabile alla bellezza di una rosa che accarezza il viso di una donna…espressione intima del più nascosto e prezioso meandro dell’animo umano…

Io amo la musica…come credo sia per la maggior parte delle persone che abbiano avuto la possibilità di avvicinarvisi…nelle differenti condizioni chiaramente…

Tuttavia ho pensato una cosa sulla quale valga la pena riflettere un po’ tutti…

Prima di tutto facciamo una premessa importante.

La musica è fatta di suoni; il suono è un fenomeno acustico (fisico) percepibile attraverso l’udito (ed anche il tatto). Le note non sono altro che la traduzione scritta su carta di tali fenomeni acustici attraverso le cosiddette partiture, che consentono ad altra persona, che non sia il compositore, di riprodurre la medesima idea musicale nel rispetto del pensiero di chi l’ha partorita.

E’ la stessa differenza che c’è tra il linguaggio verbale e il linguaggio scritto…

Noi pensiamo…i nostri pensieri nascono come effetto di una serie di impulsi all’interno di una rete di collegamenti tra neuroni e tali pensieri risultano molto spesso essere anche misteriosamente indipendenti dalla nostra volontà di decidere ciò a cui pensare…poi tali pensieri, per necessità comunicative sia con gli altri ma anche con noi stessi, vengono come tradotti dal nostro cervello passando da un linguaggio che impropriamente chiamiamo “elettrico” a un linguaggio verbale, ossia quel linguaggio formato da parole; linguaggio che tuttavia non è il medesimo per ciascun uomo poiché dipendente da fattori personali, familiari, ambientali e culturali (ecco perché non ci si capisce…).

Ed ancora.

Questo linguaggio verbale può subire un terzo passaggio di traduzione e, codificato su carta attraverso regole e costrutti, diviene linguaggio scritto…

Un po’ come accade in Informatica con il computer…esso ragiona in bit…ma, attraverso una serie di processi interni ed esterni di traduzione delle informazioni, riceve e produce dati codificati anche in altri linguaggi…una differenza sostanziale è che, per il computer, questi processi di traduzione non sono mediati dalle emozioni…

Ed in musica cosa accade?

Più o meno la stessa cosa…perché la musica è prima di tutto un pensiero musicale…

Il compositore pensa prima il suono o la nota?

Sicuramente il suono…

Ma che tipo di suono?

Certamente un suono che sia possibile scrivere con una nota e dunque un suono già conosciuto (perché ascoltato) e dunque rientrante in un preciso schema già predefinito e storicamente predeterminato attraverso secoli e secoli di studi musicali che hanno portato alla creazione di una vera e propria architettura musicale…tanto che pensare qualcosa che non rientri più in questo sistema architettonico predefinito (pensiero questo assolutamente legittimo…) risulta essere tanto difficile da essere quasi impossibile essendo il nostro pensiero presente musicale condizionato dal nostro pensiero passato musicale…

Siamo come divenuti schiavi del nostro stesso pensiero che è divenuto schematico, ripetitivo…diciamoci la verità…stupido…

Per questo molti dicono che in musica è stato già quasi detto tutto…

Ma sono sicuro sia la cosa più falsa che possa dirsi riguardo alla musica stessa!

Usciamo dallo schema e vedremo l’infinità davanti ai nostri occhi! (meglio dire davanti alle nostre orecchie…)

Abbandoniamo questa architettura musicale e non creiamone più alcuna e vedremo quali possibilità infinite vi sono nel mondo dei suoni…e dunque nella musica…

La musica è prima di tutto libertà di pensare attraverso di essa senza necessariamente riferirsi ad uno schema fatto ed imposto da qualcun altro…

Mozart diceva che le note sono come delle “cacatine di mosca”…

Bisognerebbe ricordare queste illustri parole ai musicisti classici…purtroppo i più condizionati…la musica per loro è tutto ciò che è scritto…sono schiavi di uno schema musicale che è nulla rispetto alle possibilità infinite del pensiero musicale stesso…

L’improvvisazione? A no! Quella non è musica…La maggior parte dei musicisti classici ha così tanti pregiudizi riguardo alla musica stessa che un alieno si chiederebbe: ma questi la amano o non la amano la musica? O amano solo se stessi e il loro mondo?

A me la musica classica piace e la suono…ma obiettivamente dovrebbe occupare la posizione che essa merita… un po’ come il latino e il greco che si insegnano oggi a scuola…è la musica del passato e bisogna lasciare spazio al nuovo…dobbiamo pensare ad andare avanti…

Ci vogliamo evolvere si o no?

Una curiosità…

Lo sapete che a causa dello schema comunemente usato nel mondo classico per fare musica (quello che viene chiamato temperamento equabile ed in riferimento al quale tutti gli strumenti sinfonici sono costruiti ed accordati) alcuni strumentisti percepiscono degli intervalli sonori diversamente da come essi sono nella realtà?

Praticamente distorcono la realtà a causa dello stessa schema utilizzato…e non credo che questo produca degli effetti trascurabili…anzi…

Lo vedremo più avanti…

Fatta questa premessa continuiamo…

Noi ascoltiamo musica per la maggior parte basata sul sistema tonale e/o semitonale…su delle scale…su degli schemi o comunque su delle idee musicali che si esprimono attraverso l’uso di toni e/o semitoni.

La didattica musicale classica (ed insegnata a scuola…) ci propone la definizione di tono come la somma di due semitoni e, conseguentemente, il semitono viene definito come la metà di un tono. Ancora il tono viene arbitrariamente diviso in nove parti, ciascuna delle quali è chiamato comma.

Prima di tutto diciamo che questa divisione del tono in 9 comma è del tutto arbitraria e non ha alcun fondamento teorico-scientifico…alcuni studiosi in passato hanno pensato che per facilitare l’apprendimento nella pratica dell’insegnamento bisognasse semplificare le cose…pensiero pedagogicamente più che corretto….

Tuttavia la pedagogia non dice che la strada per farlo sia quella di dire cose sbagliate, che non hanno alcun fondamento teorico…

Ma non è l’unico caso in musica…

Ad esempio si parla di altezza dei suoni e di scale di suoni…perché?

I suoni sono espressi attraverso dei numeri identificativi della frequenza con la quale un corpo, vibrando, produce il suono stesso…i suoni dunque devono essere disposti in base a serie e non a scale…perché non parlare allora di acutezza e di serie dei suoni?

Forse i discenti sono considerati così stupidi da non capire…oppure sono gli insegnanti che non sanno assolutamente spiegare…basta guardare i libri di testo di Teoria e Solfeggio in uso nei Conservatori italiani…assolutamente obbrobriosi….riportano definizioni scandalosamente errate da un punto di vista scientifico…

In Matematica l’unione si fra tra insieme di elementi e, in questo caso, possiamo considerare i due semitoni, che formano un tono, come due insiemi diversamente potenti (uno vale 5 comma ed è chiamato semitono cromatico e l’altro vale 4 comma ed è chiamato semitono diatonico).

Dunque:

semitono diatonico + semitono cromatico = 1 tono?

No! Per favore…

Al massimo:

semitono diatonico U semitono cromatico = 1 tono…(che è meno sbagliato…)

I due semitoni non sono uguali…uno è di 5 comma e l’altro è di 4 comma…

Ma continuiamo a errare ragionando in termini di addizione e non di unione tra semitoni e vediamo dove ci porta il ragionamento…

Cerchiamo di capire la logica applicata da molti insegnanti di musica…

Dato per certo che:

1 semitono + 1 semitono = 1 tono,

ossia:

½ tono + ½ tono = 1 tono,

se:

1 tono viene diviso in 9 comma

e dunque:

1 tono = 9 commi (quanta musica con un solo tono…)

allora:

un semitono vale 5 commi e l’altro 4…

Ma allora diciamo ed insegniamo cretinate!

Come può essere il semitono metà di un tono?

Che definizione è questa?

Forse che 5=4?

Ed ancora…

Così facendo assegniamo alla parola semitono due possibili valori: 5 e 4…

Ecco l’origine della confusione…e questa confusione l’abbiamo ovunque in tutti i linguaggi…non solo in quello musicale…

Proviamo a ragionarci su…

Quando una parola possiede più valori e quindi più significati essa assume il significato suggerito dalla logica del contesto…

Ma la logica del contesto è il prodotto del nostro personale modo di ragionare…e non ragioniamo tutti nello stesso modo…

Le persone umane non sono “uguali”…

Ma insomma…

E’ proprio necessario assegnare ad una parola più valori (significati)?

Non possiamo inventare parole nuove?

La conseguenza?

Possiamo fraintenderci…

Soprattutto quando dobbiamo apprendere una lingua di un’altra cultura e discorrere con qualcuno che questa lingua la padroneggia dalla nascita…e già normalmente la gente della medesima cultura non sempre (per essere ottimisti…) si capisce…

Parlare e comprendersi diventa esattamente come risolvere una espressione matematica (il discorso…) che ha per risultato un valore (la comprensione…) e dove una o più incognite (le parole…) si ritrovano ad avere assegnati più valori (x = 5, x = 4; es. la parola “sale” è un nome ed un verbo…) quando questi valori sono conosciuti solo (e neanche tanto…) da chi l’espressione la fa (ossia pronuncia un discorso…) e non da chi la risolve (ossia da chi ascolta il discorso…).

Il discorso, per chi ascolta, può essere facilmente o difficilmente comprensibile…tutto dipende dalla capacità di chi lo esprime nel non incorrere in contraddizioni logiche…così come si è incorsi in questa “faccenda dei semitoni”…

Le contraddizioni logiche rendono sempre impossibile la risoluzione di una espressione matematica…x non può essere contemporaneamente 5 e 4…deve avere un ben preciso valore…

Forse, come conseguenza, sarebbe meglio iniziare ad esprimerci in maniera più semplice…

Iniziamo ad accettare e gradire le ripetizioni delle parole nel corso di un discorso…non consideriamo le ripetizioni degli “errori”…

Oppure iniziamo a modificare il nostro linguaggio…o meglio inventiamone uno nuovo che gradualmente venga universalmente adottato e che vada bene per tutti superando la resistenza alla lingua inglese (legittima e che anche io ho…) perché una lingua non può prescindere dalla cultura della lingua stessa…(lo sappiamo tutti quanti benissimo…) e non tutti accettano giustamente di essere culturalmente colonizzati (me compreso…).

Ma insomma…

Ci vogliamo evolvere si o no?

Vogliamo o non vogliamo superare il passato, pur conservandone la memoria, al fine di proiettarci nel futuro attraverso il nostro presente?

Si! Alla memoria…

No! Alla nostalgia…

Comunque ritorniamo alla musica…

In pratica pensiamo di percepire una divisione esatta quando in realtà riceviamo all’udito ben altro…

Non è come diceva qualcuno…una “quisquiglia”…

Ascoltare una musica che non è “centrata” cioè basata su semitoni non uguali (in realtà rapporti di frequenze non perfetti…) che vengono ritenuti tali per approssimazione e per comodità, utilizzare definizioni che poi vengono trasmesse attraverso la pratica dell’insegnamento introducendo concetti (quale ad esempio il concetto di metà) senza alcuna attenzione verso il suo reale significato, non credo sia totalmente “positivo” per la mente umana…si fa solo confusione…

Sarebbe come, passando ad un esempio geometrico, credere che due segmenti lunghi uno 5 cm e l’altro 4 cm sono uguali…averceli continuamente davanti agli occhi…tutti i giorni…per convenzione…esattamente come tutti i giorni ascoltiamo musica fatta di semitoni di 5 comma e di 4 comma pensando che la musica sia perfetta matematica…ed invece è solo una matematica approssimata…e dunque alla fine, poiché la matematica deve sempre far quadrare i conti, la musica non è matematica (come tutti invece pensano…) poiché i conti non quadrano...

Sappiamo benissimo che la realtà per noi è fatta di percezioni sensoriali…essa è filtrata attraverso i sensi…essa esiste per come noi la percepiamo…

Perché allora adottare un sistema strutturalmente asimmetrico? Semitonalmente decentrato?

Forse che siamo tutti un po’ stonati?

“ In medio stat virtus”…

Attraverso il nostro udito il nostro cervello, sottoposto a continui stimoli acustici, viene comunque condizionato da questa musica…

Positivamente o negativamente?

Bisognerebbe avviare una seria sperimentazione…

Esattamente come tutte le mattine ci vestiamo per andare a lavorare e non andiamo in giro nudi e tale abitudine si scrive nel nostro cervello tanto da non considerare razionalmente una alternativa, così tale musica (della quale molti facciamo uso ed anche abuso), che non è libera poiché legata comunque ad una architettura musicale, è divenuta un’abitudine… tanto che non riusciamo a pensarne una completamente diversa…perché ci siamo dentro.

Ricordiamoci che tale condizionamento si estende a livello emotivo…e la musica influenza il nostro “umore”…

A mio parere una musica non “centrata” non stimola emozioni “centrate”…

Una musica non libera da schemi non può stimolare l’apertura mentale…una “testa ben fatta” non può ragionare a compartimenti stagni e schematici e non può essere organizzata in recinti di pensiero…

Non è una provocazione…è una cosa seria…

Ricordiamoci che il Caos è scientificamente considerato il principio della vita…

Perché non proviamo a cambiare musica???

Usciamo fuori dagli schemi e incominceremo a vedere le cose diversamente…

Se utilizziamo solo il 7% della nostra intelligenza (lo dice la Scienza…) da qualche parte ci dovremo pure muovere per migliorarci…certamente non rimanendo sempre fermi nelle nostre convinzioni, abitudini e conoscenze, legate tutte a degli schemi, senza rimettere in discussione ciò che abbiamo appreso nel corso della storia passata…

Se fossimo stati più liberi forse non avremmo aspettato 1500 anni perché Copernico stravolgesse il pensiero di Tolomeo…dicendo cose giuste però!

Se fossimo ora più liberi probabilmente potremmo essere anche più intelligenti di quanto lo siamo ora…

…e sono stato fin troppo buono nel definirci intelligenti nel attuale tempo…

 

Fabrizio Fiordiponti

Fabrizio

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