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Venerdì 05 Marzo 2010 08:58

LA FIGURA DEL POLITICO ATTORE IN ITALIA

WRITTEN_BY_MALE Fabrizio
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Tutti probabilmente si chiedono perché la campagna elettorale in Italia non finisca mai. Lo spettacolo politico di continuo confronto/scontro dialettico e che riguarda le decisioni da prendere per il bene del paese viene amplificato dai media in maniera così esponenziale che sembra lo stesso si svolga non nelle opportune sedi istituzionali ma nelle case dei leader politici, nei corridoi dei palazzi, ai ristoranti, al telefono, alle feste e soprattutto davanti alle telecamere di qualche trasmissione televisiva. Non credo si affermi il falso quando si sostiene che i politici abbiano tanta brama di apparire da presentarsi agli elettori come tanti attori di commedie napoletane di vecchio stampo. Così come l’ironia e il sarcasmo sono diventati un modo per aggirare accuratamente le idee della parte avversa. O le barzellette un escamotage per evitare di rispondere a delle precise domande ed obiezioni. Questo perché il politico si presenta al pubblico come un personaggio dello spettacolo la cui credibilità è misurabile sul piano della sua immagine e presenza sul palcoscenico mediatico. Mi chiedo: è questa una politica seria? Non credo proprio.
Poi, ancora, non dimentichiamoci del calcio. Il campionato di calcio dura un anno intero. Gli italiani sono un popolo di tifosi, ciascuno con la propria squadra del cuore. Pare un paradosso logico (un paradosso del paradosso) che il calcio possa essere così sociologicamente presente nella vita lavorativa di tutti i giorni tanto da influenzare l’andamento sociale secondo come vanno i risultati della propria squadra del cuore. In Puglia, ad esempio, vi è il derby Lecce – Bari che si trasferisce anche negli equilibri politici regionali. Abbiamo anche il Presidente del Consiglio che ha le redini in mano di una squadra di calcio di livello internazionale. Non ritengo sia positivo questo. Mi immagino come possano essere i politici a Roma se sono tutti tifosi accaniti di calcio e vanno avanti a sfottò. Poi va a finire che non si mettono d’accordo perché prima si sono sfottuti sul calcio o prendono posizioni in base all’emotività del risultato della squadra del cuore.
Mi sembra chiaro, dunque, che la politica debba ripulirsi ed evitare quegli aspetti spettacolistici, in generale, che la rendono meno efficace (per non dire per niente efficace) di quanto dovrebbe essere. Il politico deve tornare ad essere un politico e lasciar stare l’arte dell’apparire e del recitare.

Fabrizio Fiordiponti

Fabrizio

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