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Giovedì 15 Luglio 2010 12:37

Alla ricerca dell’amore

WRITTEN_BY_MALE Fabrizio
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… e se fosse banale romanticismo ricordare il momento in cui ciascuno di noi ha sentito quella scintilla nascere dentro…

…il cuore battere quasi fosse stato toccato da un impulso elettrico…

...il sangue scorrere nelle proprie vene dirompente quasi in presa ad uno tzunami…

…le gambe incapaci di star ferme quasi potenzialmente pronte a correre una agile gara di velocità…

…gli occhi illuminati, luminescenti, diamantati divenuti specchio e riflesso della causa dell’evento…

…la bocca impastata, ferma, semiaperta tipica di una persona colta da improvviso inebetimento…

…la voce tremula, irriconoscibile, che vorrebbe urlare al vento ma che non riesce a uscire…

 

Chi può dimenticarlo. Sono sicuro che ciascuno di voi ancora lo ricorda.

Per alcuni, i più grandi, i più maturi, coloro che hanno alle spalle più anni di esperienze, questo evento è lontano… 20, 30, 40 anni fa… probabilmente…

Per altri, i più giovani, questo evento è vicino o deve ancora accadere…

Ma la realtà è che, per tutti, questo evento c’è…

… e se c’è è reale… e se c’è è vita… e se c’è stato una volta non può morire nella memoria e al trascorrere del tempo… perché se c’è stato… questo evento… nella nostra mente ancora c’è… è scritto… è lì… indipendentemente dal tempo trascorso e dal come lo si sia vissuto dalla data di quell’evento…

QQQQQQDD   sdffuella volta lì, quando ci è successo, l’importanza della persona che avevamo davanti agli occhi passava in secondo piano rispetto a noi, eravamo troppo presi a comprendere che cosa ci stesse accadendo… eravamo troppo presi dal capire cosa stesse accadendo dentro di noi più che ciò che stesse accadendo fuori di noi… e davanti a noi, ossia fuori di noi, vi era la persona che aveva acceso un nuovo motore dentro di noi… quella persona che stava fuori di noi aveva a che fare con qualcosa che stava dentro di noi… quella persona che era fuori di noi, l’amata o l’amato, si era trasformata nell’amore in noi… più o meno è così… non è tanto facile spiegarlo…

Ma il punto è questo… ci si innamora dell’amore o ci si innamora della persona amata?

Che difficile domanda. Adesso su avanti… ciascuno di voi torni a ricordare… ponetevi anche voi questa domanda: ci si innamora dell’amore o ci si innamora dell’amata o amato?

Pensateci un po’.

Io aspetto ad andare avanti. Vi aspetto. Nel senso che potrete continuare a leggere quando siete pronti…

Eccoci qua.

Avrete pensato dunque.

Se ci fossimo innamorati dell’amata o dell’amato questa persona dovrebbe essere adesso, qui ed in questo preciso momento, al nostro fianco. Per me non è così. Anzi, ricordo bene la persona che tanto tempo fa mi provocò quella scintilla, ma pensandola oggi sento di non sentire assolutamente niente per lei, se non un affetto che potrei avere per chiunque. Se questa persona apparisse oggi ai miei occhi io non proverei più nulla per lei.

Dunque che è successo? Abbiamo dimenticato o qualcosa è cambiato, dentro di noi od anche fuori di noi?

Eravamo veramente innamorati di quella persona quando l’evento accadde?

Io credo proprio di no.

Io credo che questo evento debba capitare una volta e poi basta.

Io credo che il motore si debba accendere dentro di noi.

Io credo che ciascuno di noi debba comprendere che una persona fuori di noi è in grado di toccarci dentro, e che ogni persona esterna a noi ci può toccare diversamente… e anche che ogni persona esterna a noi può toccarci dentro in modo che noi ci proiettiamo all’esterno in maniera completamente diversa da come ciascuno di noi potrebbe proiettare il suo sé senza questo motore…

Dunque l’IO, l’amore, l’amata o l’amata, l’azione dell’amata o dell’amato sull’IO attraverso l’amore, la proiezione dell’IO all’esterno in funzione dell’amore…

Il mio IO all’esterno lo proietterei all’esterno diversamente in relazione alla persona amata.

E qui un’altra domanda nasce spontanea. Una domanda che richiede una certa riflessione. Che IO voglio si proietti all’esterno del mio IO?

Mbè la risposta giusta è: non altro che il mio IO! IO voglio che agli occhi degli altri IO sia IO! Non mi devo sforzare di spiegare ad altri che quello che gli altri pensano di me non è vero, o non corrisponde al me, o non ha a che fare con me. Se questo succede. Se noi nella nostra vita ci troviamo a dare spiegazioni sul nostro IO agli altri. Significa che abbiamo avuto accanto nella vita persone che hanno fatto in modo che il nostro IO proiettato all’esterno fosse diverso dal reale nostro IO. Perché quelle persone volevano il nostro IO diversamente da come era. Il solo desiderare un IO diverso da com’è, porta l’IO per amore a proiettarsi all’esterno in modo diverso. Ma l’IO e sempre l’IO. E questo non può funzionare per molto tempo…. Credo per tutti quanti noi…

 

Fabrizio

 

 

P.s.

 

…lavori in corso…

…segue…

Fabrizio

Fabrizio

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